Il portaborse Daniele Luchetti

Cast
Silvio Orlando, Nanni Moretti, Giulio Brogi, Angela Finocchiaro, Anne Roussel,
Regia
Daniele Luchetti
Sceneggiatura
Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli

1991 Italia
Drammatico
90′

Sinossi :
Per far fronte a delle spese importanti un uomo ancora onesto storce il naso e guadagna dei soldi con metodi moralmente discutibili. La sua bravura lo rende interessante agli occhi di un uomo politco in forte ascesa che ha bisogno dei suoi servizi. Il protagonista verrà non del tutto inconsapevolmente usato dal deputato finché deciderà di aprire anche l’altro occhio…

Il film :
Girato prima dell’ingresso in politca di Berlusconi il film non parla di un particolare deputato o di una particolare fazione politica ma della dilagante perdita di ideali delle forze politiche. Anche se l’onorevole in questione e chiaramente di centro-destra non è possibile capirlo dalle parole e dai suoi ragionamenti. Molto bravo nell’esporre le problematiche attuali ma altrettanto nel non proporre soluzioni. Così da fingere di condividere i problemi degli elettori per assecondarli.
Un film ancora molto attuale, oggi non è difficile riscontrare questo atteggiamento in molti schieramenti “politici” spesso più impegnati nella campagna elettorale e non nel governare il paese. La stessa esclusione delle ideologie politiche dai nomi dei partiti è un segno del voler solamente pensare a ottenere più voti possibili e non pensare a come sistemare effettivamente l’Italia. Gli ultimi dieci minuti del film sono contemporaneamente pessimistici e ottimistici perchè se da un lato tolgono speranze dall’altro cercano ugualmente di accendere una piccola fiammella di speranza e coraggio con l’ultimo gesto scorretto del protagonista.
E’ molto importante l’evoluzione del personaggio di Silvio Orlando e del suo impatto con la vera, falsa politica. Mentre il mentore del politico è stato caratterizzato come un convinto idealista proprio per rendere ancora più antipatico il deputato stesso e sottolineare il cambiamento della classe politica.
Lo stesso Lucchetti ha partecipato alla stesura della sceneggiatura e forse è uno dei motivi che rendono così immediati i contenuti di denuncia del film. E’ stato girato con lo scopo di denunciare delle situazioni molto attuali ancora oggi, forse peggiorate e per questo motivo la regia, tecnicamente ineccepibile ma curata solo in alcune scene dove tra l’altro l’atmosfera è creata dalla scenografia dalla scelta delle ambientazioni.
Al contrario del Caimano di Moretti non c’è un singolo colpevole di tutto ma è sotto inchiesta una classe politica ormai lontana dall’elettorato ma ancora in grado di “intortarla” fingendo altruismo.
Il film ha vinto il David di Donatello come migliore sceneggiatura, miglior produttore, migliore interprete, migliore attrice non protagonista, il Ciak d’oro come miglior film , migliore regia, migliore sceneggiatura. Alcuni politici dell’epoca prima dell’uscita del film hanno reso noto alla stampa di ritenersi offesi perchè si riconoscevano in alcuni comportamenti del personaggio negativo. Come precedentemente detto il politico in questione è talmente lontano dall’avere degli ideali da poter far parte di una qualsiasi fazione politica. Anche se nel film è un esponente della destra i politici che si sono sentiti tirati in causa e offesi erano di sinistra.
I soggetti dei film che Lucchetti ha girato precedentemente e successivamente al portaborse non hanno riferimenti espliciti a personaggi politici o a correnti politiche ma cercano di denunciare i mali e i controsensi che persone ottuse con gli occhi chiusi fingono di non vedere. Una denuncia più leggera e ad ampio spettro ma forse più efficace di quella mirata e scontata del Caimano di Moretti.

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