Z, l’orgia del potere Costantin Costa-Gavras

Riprendiamo da dove avevo lasciato con una nuova funzione : la recensione di alcuni film. Senza un ordine particolare o una particolare motivazione ogni tanto caricherò una mia recensione di un film. Per il momento ci saranno sicuramente quelli proiettati al cineforum al quale partecipo ma tanto vale farne uno ogni volta che guardo un film.

Ci tenevo ad iniziare con Z, orgia di potere e il portaborse perchè, con le elezioni alle porte, sono per la dispersione del voto e non per il voto “utile. Tanto sono opinioni mie e quindi non pretendo siano condivise ma le spiegherò tra qualche ora/giorno.

Z, l’Orgia Del Potere (Z)

Cast
Yves Montand, Irene Papas
Sceneggiatore
Jorge Semprun, adattamento di un romanzo di Vassilis Vassilikos
1969, Francia
Giallo Drammatico
127′

Sinossi :

“Lui” è atteso da i suoi compagni di partito perchè il suo carisma e le sue idee lo rendono la persona giusta al momento giusto per migliorare le cose. Non sono gli unici ad attendere il suo arrivo in città, anche un’altra organizzazione lo aspetta perchè rappresenta uno dei sintomi di una malattia da curare prima che si diffonda.

 

Il film :

Girato nello stesso periodo di “indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” spiega in modo più diretto ma con altrettante efficacia come il potere porti alla ricerca di altro potere in un circolo vizioso che porta solo egoismo. Le similitudini con il film di Petri non finiscono qui, infatti perfino il montaggio e alcune scelte registiche e di sceneggiatura sono simili. Se indagine però era meno dispersivo e raccontava la follia lucida di un uomo che ha raggiunto un tale potere da poter decidere per se e per gli altri, Z vuole allargare il raggio di azione e parlare delle motivazioni e dei meccanismi che permettono la nascita di individui così negativi.

Non a casa entrambi i film hanno vinto l’oscar come miglior film straniero. Costa-Gavras ha realizzato il film sentendo molto da vicino perchè ha conosciuto un periodo nero della sua terra natia durante il quale la repressione e la mancanza di libertà erano esasperate. Il film ha meritato inoltre anche l’oscar per il miglior montaggio e il gran premio della giuria a Cannes.

Il film è la versione cinematografica di un romanzo dell’autore greco Vassilis Vassilikos che vuole evitare che si dimentichi il governo dei colonnelli nato dopo un golpe in Grecia nel 1967. Questa sorta di dittatura repressiva aveva come scopo l’ordine assoluto dettato da regole universali decise da un gruppo di persone. Le motivazioni ideologiche dei colonnelli erano fortemente anticomuniste e la loro convinzione era proprio quella di estirpare quelle idee per ripulire e salvare la nazione. L’appoggio non nascosto del re al governo dei colonnelli ha permesso al popolo greco di abolire la monarchia quando delle elezioni democratiche lo hanno permesso. I nemici erano i comunisti, la musica rock, i pacifisti e gli atei. Fortemente cristiani i colonnelli erano anche convinti di agire per depurare quella parte della grecia infedele e amorale.

Il film racchiude tutto questo periodo senza mezzi termini e senza purtroppo esasperare delle situazioni e dei meccanismi che allora erano meno evidenti. Alcune scene sembrano essere più degli esperimenti e fuori dal contesto per la diversità di stile registico e di montaggio ma questo aiuta a spezzare il film nelle due parti importanti. Il vero film inizia nella seconda parte e lo spettatore rimane spiazzato dal cambiamento. L’oniricità di alcune scene viene accantonata quando ad entrare in scene è il vero protagonista. Il complotto ai danni del “dottore” è volutamente sotto gli occhi di tutti proprio per mostrare ai nemici come le poche armi che posseggono siano in realtà delle lame a doppio taglio in grado di essere rigirate e usate dal governo dei colonnelli.

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